Addio al Maestro CARLO DEFLORIAN

Con la sua scomparsa se ne va un pezzo di storia della musica della nostra regione

M° Carlo Deflorian - 6 luglio 2008 - Concertone Bande Fiemmesi a Tesero

Giovedì 8 agosto 2019 non solo la comunità di Tesero, ma tutto il mondo culturale provinciale e regionale, in particolare il movimento bandistico e il mondo della coralità del Trentino, sono rimasti orfani di un Maestro che è stato assoluto protagonista e una vera e propria istituzione del panorama musicale nella seconda metà del ‘900 e inizio Duemila.
Nato a Tesero nel 1936, quintogenito di una famiglia dalla spiccata vena artistica e molto numerosa (11 sorelle e 4 fratelli), il prof. Carlo Deflorian (alla soglia degli 83 anni di età, che avrebbe compiuto di lì a poco, il 16.08) si è sentito male mentre passeggiava lungo la strada che percorreva tutti i giorni per andare e venire dal centro del paese. Un malore che purtroppo non gli ha lasciato scampo.
Tristezza, commozione, dolore, ma anche ammirazione e riconoscenza: sono questi alcuni dei sentimenti suscitati dall’improvvisa scomparsa di una persona generosa e sempre disponibile con tutti, umile e allo stesso tempo carismatica e consapevole del proprio innato talento musicale e artistico. Incolmabile è il vuoto che il M° Carlo lascia nella sua famiglia come pure nella comunità teserana e fiemmese, ma anche trentina: lo dimostrano gli innumerevoli attestati di cordoglio pervenuti e la grande partecipazione ai funerali svoltisi il giorno 10.08, alla presenza della Banda Sociale di Tesero (che ha salutato il proprio Maestro Onorario suonando le marce religiose S. Teresa e S. Leonardo), di tutti i Cori di Tesero e dei rappresentanti della Scuola di Musica “Il Pentagramma”; erano presenti inoltre anche le delegazioni di Bande e Cori di Fiemme e Fassa, come pure di altre realtà culturali del territorio.
Nella sua lunga carriera Carlo Deflorian si è affermato in diversi ambiti come docente, maestro-direttore, pianista, organista, compositore e arrangiatore e collaboratore di molti enti e associazioni.
Dopo l’avvio alla musica e al canto gregoriano fin da bambino, assieme a Francesco Mich margiotìn, sotto la guida del parroco di allora don G.B. Dellantonio e nel coro parrocchiale teserano, nel 1947 ricevette in dono dal padre Leonardo una fisarmonica e un harmonium; iniziò così a studiare musica frequentando un corso triennale presso la Scuola Diocesana di Musica Sacra a Trento con Mons. Celestino Eccher. Ottenuto il diploma di accompagnatore liturgico cominciò a prestare servizio come organista del Coro Parrocchiale “S. Cecilia” presso la Chiesa di S. Eliseo a fianco del maestro Serafino Trettel tòfol, al quale subentrò definitivamente nel 1958 per poi portare avanti l’incarico fino al 1972 (rimanendo in seguito sempre disponibile all’occorrenza per sostituire il titolare, come ad esempio all’ultima commemorazione della catastrofe di Stava).
Il giovane Carlo nel 1952 si iscrisse al Conservatorio “C. Monteverdi” di Bolzano, arrivando a diplomarsi in pianoforte e composizione nel ‘62, con insegnanti del calibro di Andrea Mascagni (composizione), Maria Tipo (pianoforte), Luigi Ferdinando Tagliavini (organo) e altri.
Nell’estate ‘55, in virtù dei propri studi accademici in corso, venne coinvolto dal direttivo della Banda di Tesero come insegnante di teoria e solfeggio nei neo-istituiti corsi per allievi bandisti: fu l’inizio di un rapporto associativo e professionale che sarebbe durato per tutto il resto della sua vita. Assieme ai suoi allievi, frequentò egli stesso il corso di clarinetto – curato dal prof. Franchi di Bolzano – e nella primavera del ’56 entrò a far parte della Banda teserana suonando prima il clarinetto SIb e poi il sax soprano, dedicandosi pure all’attività con orchestrine di musica leggera e da ballo con altri amici musicisti del paese e della valle.
Nel giugno 1967 divenne direttore della Banda di Tesero, in sostituzione di Fiorenzo Deflorian, incarico durato oltre 39 anni fino al settembre del 2006, con il passaggio di bacchetta al M° Fabrizio Zanon. Il Maestro Carlo – assieme a tanti altri, in primis gli ex presidenti Marcello Zanon e Lauro Ventura – è stato una vera colonna portante della Banda Sociale “E. Deflorian”, con la quale ha formato per decenni un binomio indissolubile, scrivendone la storia nella seconda metà del ‘900 – inizio Duemila. Un lunghissimo periodo che si può sintetizzare in due dati assai significativi: circa 1.000 esibizioni ufficiali (fra concerti, sfilate e processioni) e oltre 3.200 prove, per non parlare dell’inestimabile monte-ore dedicato alla trascrizione o sistemazione di spartiti e alla cura dell’archivio musicale della banda. Dietro a questi numeri vi sono evidentemente passione, lavoro, impegno, dedizione: fattori grazie ai quali ha portato la Banda teserana a crescere nel livello espressivo e a raggiungere importanti traguardi, introducendo altresì molte innovazioni nella cura della preparazione musicale dell’organico, nel gusto e nel repertorio. A questo riguardo egli fu tra i primi direttori in provincia a inserire nei programmi dei concerti, fin dagli anni ’70, brani originali per banda pubblicati da case editrici straniere, in particolare olandesi e tedesche, pur mantenendo sempre un occhio di riguardo per la tradizione (trascrizioni per fiati di brani operistici e sinfonici).
A fine anni ‘60 entrò a far parte anche del Comitato Tecnico della Federazione delle Bande Trentine: un ruolo che rivestirà per ben 24 anni, dal ‘68 al ‘92, offrendo un notevole contributo alla crescita del movimento bandistico provinciale in un’epoca di grandi trasformazioni. Nel periodo 1965-1970 diresse pure la Banda di Castel Tesino, paese dove era arrivato per insegnare musica presso la locale Scuola Media (1964-1969).
Seguì una fase decisiva per la sua carriera professionale: nel 1969 ottenne infatti l’incarico (durato fino al momento della pensione, nel novembre ‘92) di docente di teoria e solfeggio presso l’allora Civico Istituto Musicale “V. Gianferrari” di Trento, che poco dopo divenne il Conservatorio statale “F.A. Bonporti”. Qui fu anche vice-direttore per due mandati e, a metà anni ’80, fondò e diresse la prima orchestra di fiati dell’istituto.
Nel 1983 il prof. Deflorian fu ispiratore, co-fondatore e primo direttore della Scuola Musicale di Fiemme (successivamente divenuta Scuola di Musica “Il Pentagramma”), creata allo scopo di ampliare le opportunità formative in campo musicale sul territorio: un’intuizione di cui le valli di Fiemme e Fassa gli saranno sempre debitrici.
In ambito coristico fu maestro del Coro Genzianella (1963-1974), della Corale “S. Eliseo” di Tesero negli anni ’80-’90 e inizio Duemila (con i concerti corali-strumentali rimasti nella memoria collettiva locale), e dall’inizio degli anni ’90 anche del Coro della Casa di Riposo “G. Giovanelli”, formazione di cui, al momento della scomparsa, era ancora alla guida.
A tutto questo il M° Carlo, da artigiano della musica quale si definiva, affiancò un’intensa e fiorente attività di compositore e arrangiatore di musica per banda e per formazioni strumentali e corali di tutti i tipi e generi. Fra tutti i risultati in ambito compositivo ricordiamo qui il brano per banda Sagra Paesana, vincitore del 3° premio (1° e 2° premio non assegnati) al Concorso Internazionale “R. Zandonai” di Rovereto nel 1983, e l’Inno a Rosmini commissionatogli dal comitato per le Celebrazioni del 200° anniversario della nascita del filosofo roveretano. In generale la sua opera si può riassumere con i seguenti numeri, che parlano da soli: 28 composizioni originali per banda (marce in stile tirolese, marce da concerto, marce religiose e altri brani) e più di 60 arrangiamenti e trascrizioni di brani per fiati (dai pezzi d’opera e sinfonici a brani di musica leggera, in versione solo strumentale e anche corale-strumentale), oltre a parecchie trascrizioni per gruppi (anche cameristici) ridotti; in ambito corale si contano invece 81 armonizzazioni ed elaborazioni per coro maschile a quattro voci (repertorio di canti popolari e della montagna), la scrittura di 9 messe complete originali e 85 fra armonizzazioni e composizioni di canti liturgici, più altri arrangiamenti per coro misto e per voci bianche. Da citare poi l’oratorio “Emmanuel, Dio con noi”, due operette originali e diversi adattamenti di altri lavori musicali teatrali.
Occorre infine ricordare il suo contributo all’attività di varie realtà come il Bandìn de Tiézer e il Gruppo Ottoni (formazioni nell’orbita della Banda), il Coro Giovanile, il Coro Le Mille Note, il Quartetto Gaudio Musicale e altri cori locali, la Filodrammatica “L. Deflorian”, il Centro Danza Tesero 2000, l’Associazione Giuliano per l’organo di Tesero, la Musega Auta Fascia e altre ancora.
Con la scomparsa del M° Carlo Deflorian se ne va dunque un punto di riferimento e un vero e proprio pezzo di storia musicale di tutta la comunità di Tesero, della Val di Fiemme e dell’intera regione, ma il suo esempio, i suoi insegnamenti e la sua opera rimarranno per sempre, sia nei tantissimi musicisti e cantori che lo hanno conosciuto e che hanno avuto la fortuna e l’onore di collaborare con lui o averlo come docente, sia nei più giovani che lo hanno sempre visto come una figura di riferimento in campo musicale.
Molti sono stati i premi ricevuti in carriera: l’ultimo in ordine di tempo è stata la nomina, da parte dell’Amministrazione Comunale, a cittadino benemerito di Tesero nel giorno di San Eliseo 2019.
È doveroso quindi ribadire il nostro “Grazie di tutto Maestro Carlo!” attraverso la Musica, l’arte che ci ha insegnato ad amare e coltivare con passione ed impegno e che ora eseguirà e dirigerà Lassù assieme al suo caro fratello don Marco, all’amico tenore Rocco Ventura, all’amico prof. Paolo Deflorian e a tantissimi altri amici musicisti e artisti defunti.
Un omaggio che le varie associazioni gli hanno già tributato in diversi momenti come il Concerto di Ferragosto della Banda, la S. Messa del Bandìn, il concerto dell’anniversario dell’Associazione Giuliano per l’organo di Tesero, la Festa di S. Cecilia e il Concerto d’Autunno dei Pentagramma Winds, ma non mancheranno altre occasioni in futuro.
Ciao carissimo Maestro Carlo, “n mardi proe!”

Massimo Cristel

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